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Capodimonte Porcellane Carusio
di Giovanni Carusio
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Mani sapienti modellano la storia.
Ogni nostra creazione racconta l'anima plurimillenaria di Napoli:
dal mito delle origini alle corti reali, trasformando la materia e il fuoco in testimonianza eterna.
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Partenope nei Secoli:
La Storia di Napoli in Porcellana
Dalla Magna Grecia ai Borbone




Il Periodo Magno-Greco: Mito, Fondazione e Partenope
Tra il mito della sirena Partenope e la fondazione di Neapolis nel V secolo a.C., la cultura greca forgia l'anima di Napoli. Un’epoca di raffinata filosofia, culti misterici e ceramiche d'arte che segnano per sempre il legame indissolubile tra la città, il mare e la bellezza classica.
L'Epoca Romana: L'Otium della Neapolis e la Baia dei Cesari
Trasformata in amena meta di otium per poeti e imperatori, Neapolis custodisce intatta la sua cultura greca sotto l'Impero Romano. In un golfo incantato fioriscono grandiose ville patrizie, teatri e arti figurative, consacrando la costa vesuviana a simbolo di eleganza, prestigio ed eternità.
L'Età Normanna e Sveva: Fortezze e Castelli sul Mare
Tra il XII e il XIII secolo, Napoli si consolida come centro strategico del Mediterraneo. Con l’edificazione di possenti fortezze, dal Castel dell'Ovo a Castel Capuano, la dominazione normanno-sveva incide nell'architettura cittadina un'aura di maestosa severità e leggende senza tempo.
L'Età Angioina e Aragonese: L'Umanesimo e il Rinascimento Napoletano
Dal Trecento al Rinascimento, la città diventa una splendida capitale europea. Sotto gli Angioini e gli Aragonesi fioriscono l'architettura gotica, l'Umanesimo e il Maschio Angioino. È un’epoca di grande splendore cortigiano, d'arte sacra, stemmi araldici e mecenatismo d'avanguardia.

Il Secolo d'Oro Borbonico:
Capodimonte e la Grande Tradizione
La storia della porcellana borbonica è una straordinaria avventura artistica e tecnologica che ha visto Napoli contendere a Meissen e Sèvres il primato europeo della ceramica.
Sebbene spesso unite sotto la generica etichetta di "porcellana di Capodimonte", la produzione promossa da Carlo di Borbone e quella successiva sotto il regno di Ferdinando IV rappresentano due visioni estetiche e filosofiche distinte, ciascuna espressione del proprio tempo.
Quando Carlo lasciò Napoli nel 1759 per salire al trono di Spagna con il nome di Carlo III, portò con sé maestranze, modelli e materiali per fondare la fabbrica del Buen Retiro a Madrid, distruggendo i laboratori napoletani per evitare che il segreto della formula venisse plagiato.
Dopo oltre un decennio di inattività, il figlio di Carlo, Ferdinando IV, riattivò la produzione fondando nel 1771 la Real Fabbrica della Porcellana di Napoli, inizialmente nella Reggia di Portici e poi al Palazzo Reale di Napoli.